0
SHARE

Un marchio per le buone pratiche di inclusione lavorativa

By . 16 Dicembre 2019 . in Eventi della rete, News

Giovedì 12 dicembre, alla Camera di commercio di Viterbo, si è svolto un incontro promosso dall’associazione Amici di Galiana, che da molti anni nel viterbese si occupa di inclusione di persone con disabilità.

 

L’evento, coordinato da Davide Pezzato, è stato organizzato per presentare un marchio, ideato da Giada Terenziani con l’obiettivo di premiare le aziende che si impegnano a includere nel loro processo produttivo persone in situazione di fragilità, mediante percorsi formativi, opportunità di lavoro e sostegno all’autoimprenditorialità. Il marchio richiama la dimensione agricola ma si riferirà a tutte quelle aziende che fanno dell’integrazione il loro modus operandi.

L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo economico e imprenditoriale della Tuscia, della Asl, del comune di Viterbo, di Confagricoltura e di alcune organizzazioni del terzo settore. È iniziato con la proiezione di un breve e suggestivo video sul percorso formativo che una decina di giovani con disabilità sta svolgendo presso le aziende della rete Solcare, nell’ambito del progetto Hakuna Matata 2.0, finanziato dalla regione Lazio e dal Fondo sociale europeo.

 

Al tavolo, moderato da Giorgio Graziotti, si sono succeduti diversi relatori. Dopo la presentazione del marchio, è intervenuto Gioacchino Sansoni, presidente di Solcare, una rete di cinque aziende agricole bio e multifunzionali connesse dal comune intento sociale, in una logica di sostenibilità economica e di sviluppo del territorio. Ha espresso l’affezione ai ragazzi, ormai parte delle aziende e al progetto Hakuna Matata, primo ambito dove agriturismo Iob, agriturismo Valentini, Fattoria Cupidi, Podere la Branda e Volta la Terra si sono sperimentati come rete, spronata anche dall’essere una delle prime in Italia costituite con questo scopo. Le differenti attività delle aziende stanno offrendo ai  ragazzi una visione dell’agricoltura a 360° per sviluppare le attitudini particolari di ognuno.

Antonio Panichelli, neuropsichiatra del servizio disabile adulto della Asl di Viterbo, ha sostenuto che per le persone adulte con disabilità è di fondamentale importanza essere inserite in contesti lavorativi reali, in aziende produttive, in situazioni di normalità. Questo percorso liberatorio, inclusivo e di indipendenza economica assume un altissimo valore terapeutico. Panichelli ha poi ribadito che tali pratiche dovrebbero essere estese non solo all’agricoltura, ma a tutto il mondo economico.

 

Martino Rebonato, esperto di politiche sociali e collaboratore della rete Solcare, ha messo in evidenza la necessità di attivare misure concrete per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. Ha richiamato le responsabilità dei diversi attori che operano in questo campo, esprimendo l’auspicio che la regione Lazio metta in campo provvedimenti per “dare gambe” alla legge nazionale sull’agricoltura sociale. Ha sottolineato la necessità di dare continuità a progetti come quello messo in atto da Solcare che necessitano di tempo affinchè le potenzialità di tutti i nodi della rete possano fiorire e dar forma ad un sistema strutturato e quindi portatore di occupazione e profitto.

Ha chiuso il convegno la testimonianza di Mirco Marianello, presidente della Banca di Credito Cooperativo, il quale si è detto molto interessato all’iniziativa e piacevolmente sorpreso del fermento che anima l’agricoltura sociale. Marianello ha ribadito l’impegno a supportare progetti che mirano al benessere e alla crescita del territorio, con particolare riferimento alle persone più vulnerabili.

 

Dopo la consegna formale del marchio alle aziende della rete Solcare e le fotografie di rito, l’evento si è concluso con un brindisi e con gli auguri dell’Assessore alle Politiche Sociali Antonella Sberna, che ha espresso il convinto sostegno del comune di Viterbo alle proposte emerse durante l’incontro.