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Lavoro, Sociale, Welfare, Agricoltura verso l’integrazione

By . 24 Febbraio 2020 . in Eventi della rete, News

Venerdì 21 febbraio all’ agriturismo Valentini di Tuscania, immersi nella vigna e nelle coltivazioni di lavanda, pomodori e grano, vanto dell’azienda agricola, Amici di Galiana in collaborazione con la rete Solcare hanno presentato ad Alessandra Troncarelli, Assessore alle Politiche Sociali della Regione Lazio e a tutti i partecipanti, lo sviluppo sul territorio della Tuscia delle realtà di agricoltura sociale di cui sono protagonisti.

L’ evento è stato occasione di incontro tra enti pubblici e privati del territorio impegnati in attività connesse con l’agricoltura sociale per creare una connessione sempre più funzionale tra il mondo dell’agricoltura, del sociale, del welfare, della finanza e del lavoro, che necessitano sempre di più integrazione soprattutto in ambito normativo e delle politiche attive.

Accolti dai  ragazzi del servizio civile, gli intervenuti hanno ricevuto il benvenuto dei titolari dell’azienda Alberto ed Edda Valentini, dell’assessore all’agricoltura di Tuscania Monica Carlucci e dei servizi sociali Stefania Scribboni.

Graziella Fiorucci, presidente di Amici di Galiana ed i ragazzi che ne hanno fatto parte hanno presentato il progetto Hakuna Matata appena concluso con successo, che ha visto 11 giovani cimentarsi nelle diverse attività delle 5 aziende agricole della rete Solcare, seguiti dagli imprenditori e con il supporto dei loro tutor Andrea Mantovano, Cecilia Rebonato e Francesca Marignoli, dell’agronomo Marco Sciarpa, del coach Michele Palazzetti e della neuropsichiatra Susanna Spada.

Il loro tirocinio formativo, finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito del Programma Fondo Sociale Europeo – Inclusione, ha raggiunto il suo obiettivo ed i ragazzi hanno rafforzato le loro competenze e specificità nel settore agricolo, sono divenuti più autonomi e si riconoscono in un gruppo motivato.

Come ha descritto Giada Terenziani, è stata costituita una cooperativa sociale Amici di Galiana con lo scopo di gestire l’occupazione di giovani disabili a seguito dell’adeguata formazione, stipulando delle convenzioni con aziende agricole del territorio impegnate nel sociale.

Gioacchino Sansoni, presidente di Solcare ha poi evidenziato il valore per la Rete di partecipare al progetto e l’impegno a svilupparlo. Ha ringraziato l’ assessore Troncarelli per la disponibilità e Confagricoltura Lazio per la fiducia e sostegno alla rete. Volano importante per proporre lavoro a categorie svantaggiate che possano avere sostegno e auto sostentamento è stato proprio il lavoro nell’orto, la vendita  del fresco e la trasformazione e vendita dei prodotti. Sansoni informa che saranno creati nuovi orti di aziende della rete e fuori dalla rete.

E’ stata una grande soddisfazione riscontrare il riconoscimento di tutti gli intervenuti per le iniziative di Amici di Galiana e di Solcare e  l’entusiasmo e l’impegno per dare continuità, potenziare e allargare il network.

Il dottor Antonio Panichelli del Servizio Disabile Adulto della ASL di Viterbo ha innanzitutto ringraziato le ASL VT4 e VT5 per l’impegno mostrato nonché la cooperativa sociale Gea e l’associazione Il Pungiglione. Ha evidenziato poi che allineare gli obiettivi sanitari a quelli sociali significa raggiungere competenze cognitive e comportamentali impensabili altrimenti ed in un territorio, radicato nell’agricoltura come quello della Tuscia, non può che essere proseguito, potenziandolo, quello che sta già prendendo forma in quel settore.

Anche il dipartimento DAFNE dell’Unitus, rappresentato dal prof. Saverio Senni si è reso sempre disponibile e interessato al tema, impegnandosi anche nella sua diffusione attraverso progetti di ricerca, animazione e comunicazione. Questi hanno portato, per esempio, alla realizzazione di due documentari: 1. “La Buona Terra. Esperienze di Agricoltura Sociale in Italia”, del 2011, di Emilio Orofino, realizzato dalla RAI-Segretariato Sociale e 2. nel 2016 Nuove Terre” di Francesca Comencini e Fabio Pellarin,
vincitore di un bando del MIPAAF per EXPO 2015, documentario sull’agricoltura sociale, realizzato da MADCAST srl dove Unitus ha offerto la sua consulenza scientifica tramite la spin-off IDEA 2020. Senni ha offerto anche una riflessione fondamentale: le imprese di Solcare sono familiari, sono cinque famiglie che hanno coniugato il sociale alla loro mission imprenditoriale: Solcare stessa quindi funziona mantenendo un’atmosfera familiare. Agricoltura significa famiglia ma anche cibo. Quello prodotto con attenzione alla qualità, alla salute, alla comunità. Conclude dicendo che queste cinque imprese agricole sono la punta di un iceberg ma sotto ci sono migliaia di altre imprese agricole nel territorio, molte in grado di aggiungersi a questo percorso.

L’ambito finanziario è stato rappresentato da Mirco Marianello del Credito Cooperativo di Viterbo il quale ha ribadito che il sostegno a progetti che diano dignità e valore alla nostra umanità attraverso il lavoro va garantito e ampliato.

Un ringraziamento in questo senso va anche a Confagricoltura Lazio rappresentata dal presidente Alessio Trani e ad Onlus Senior L’Età della Saggezza con il sostegno di Intesa San Paolo e la collaborazione della Rete Fattorie Sociali e dell’Università di Roma Tor Vergata per aver sostenuto il modello di agricoltura sociale sostenibile di Solcare.

Il fermento attorno al tema dell’agricoltura sociale in Italia sta portando i suoi frutti, evidenzia Marco Di Stefano, presidente della Rete delle Fattorie Sociali e consigliere di Confagricoltura Lazio: è una delle eccellenze del made in Italy, definita all’estero come brilliant e Confagricoltura Lazio intuendo il potenziale Solcare e premiandola nel 2018 ha avuto ragione.

A conferma di come Solcare si possa considerare un esempio per creare integrazione tra agricoltura e sociale, il prof. Roberto Finuola, attualmente referente scientifico della Rete Fattorie Sociale, ha segnalato che il  Dipartimento Politiche di Sviluppo e Coesione Unità di Valutazione del Ministero dello Sviluppo Economico ha organizzato cinque tavoli per accordi di partenariato e una delle principali raccomandazioni è l’integrazione. Ha invitato quindi la regione a creare tavoli tra lavoro e sociale per creare dei regolamenti.

Altro comparto fondamentale alla costruzione di una rete più allargata è Slow Food (SF) come sottolinea il portavoce Luigi Pagliaro. Cuochi, agricoltori consumatori sono tutti coinvolti ad accrescere la sensibilità ai temi del sociale ed i prodotti di Solcare devono mostrare questo valore aggiunto e uno degli obiettivi di SF è proprio quello di essere rete di supporto per la diffusione di prodotti che portino questo valore.

Daniele Stavolo, presidente di Fish Lazio Onlus ha evidenziato il loro impegno sul piano normativo e culturale per preparare gli ambienti di lavoro ad abbattere le barriere che rendono difficile l’inserimento nel mondo del lavoro di portatori di handicap.

A concludere l’incontro è stata Alessandra Troncanelli che, nel ringraziare Graziella Fiorucci per aver raccontato Solcare ed il progetto Hakuna Matata come lavoro – sociale – welfare – cibo – agricoltura, ha constatato come la partecipazione di tante realtà differenti attorno a queste cinque parole abbia mostrato come realmente si sia fatta rete.

Il terzo settore, pilastro al piano sociale approvato nel 2019, deve essere di supporto alle istituzioni. Fish Lazio si confronta quotidianamente con la Regione per abbattere le barriere culturali. Ogni distretto ha bisogni e peculiarità specifichi – ha continuato – è quindi necessario realizzare piani di zona dove Fish, imprese agricole e mondo sociale devono essere integrati ed è compito fondamentale delle Regioni standardizzare le buone pratiche. In questa direzione è stata appena approvata la legge sulla semplificazione delle norme a livello sociale.

Ci si sta focalizzando sulle normative che riguardano la multifunzionalità dell’agricoltura e deve esistere un tavolo per creare schemi modulari tra cui uno sul sociale. Per realizzare ciò sono necessari finanziamenti e le banche si sono mostrate sensibili, intervenendo con un aumento del budget nel bilancio 2020 per dare ossigeno all’ agricoltura sociale.  E’ doveroso riconoscere un ruolo alle cooperative sociali e la Regione Lazio ha stanziato 2 milioni di euro per l’inserimento lavorativo di disabili nelle cooperative sociali: è possibile intervenire chiedendo che parte di questa somma vada all’agricoltura sociale in quanto esempio di politiche attive. Va inoltre favorito un tavolo per la diversificazione della multifunzionalità.

Le sue parole che hanno chiuso il convegno sono state di elogio per il funzionamento di questo distretto socio sanitario e quindi dell’impegno delle istituzioni a garantire la remunerazione fondamentale a percorsi di indipendenza.

L’evento si è concluso negli spazi aperti dell’agriturismo con un rinfresco a base dei prodotti delle aziende SolCare.